Cocktail con vodka: elenco e ricette

Stai cercando dei cocktail a base di vodka?

Ho preparato per te un elenco dei cocktail internazionali IBA seguito dalle loro ricette, ognuna delle quali ha la vodka all’interno della lista degli ingredienti. Sotto alla lista di ingredienti ho inserito il procedimento per preparare ogni cocktail ed il bicchiere nel quale servirlo.

Elenco dei cocktail a base di vodka

Ricette cocktail con vodka

Quasi tutti i cocktail elencati sopra sono presenti nella sezione cocktail del sito. Per comodità ho deciso di riportare qui di seguito le ricette e le preparazioni, per evitare di farti saltare da una pagina all’altra del sito.

Se sei un amante della Vodka, o vuoi semplicemente scoprire la sua storia e come viene prodotta, ti consiglio di leggere anche l’articolo che ho scritto proprio sulla storia della Vodka e come viene prodotta.

Screwdriver

  • 5 cl di Vodka
  • 10 cl di Succo d’arancia

Versare gli ingredienti in un bicchiere highball pieno di ghiaccio.
Mescolare e guarnire con una fetta d’arancia.

Black Russian

  • 5 cl di Vodka
  • 2 cl di Liquore al Caffè

Versare gli ingredienti in un bicchiere old- fashioned colmo di ghiaccio.
Miscelare delicatamente e servire.

Bloody Mary

  • 4,5 cl di Vodka
  • 9 cl di Succo di Pomodoro
  • 1,5 cl di Succo di Lime
  • Worchestershire sauce
  • Tabasco
  • Sale al sedano
  • Pepe

Versare gli ingredienti in un bicchiere Highball ( o tumbler alto), condire con 2 o 3 gocce di salsa worchestershire e tabasco, sale e pepe. Mescolare e guarnire con del sedano e una fettina di limone.

Cosmopolitan

  • 4 cl di Citron Vodka
  • 1,5 cl di Cointreau
  • 3 cl di Cranberry juice
  • 1,5 cl di Succo di lime fresco

Riempire lo shaker di ghiaccio per metà, versare tutti gli ingredienti e shakerare. Filtrare in un doppia coppetta da cocktail, decorare con una fetta di lime.

God Mother

  • 3,5 cl di Vodka
  • 3,5 cl di Amaretto

Versare gli ingredienti in un bicchiere old fashioned precedentemente riempito con cubetti di ghiaccio. Mescolare delicatamente.

Harvey Wallbanger

  • 4,5 cl di Vodka
  • 1,5 cl di Galliano
  • 9 cl di Succo d’arancia

Versare la Vodka e il succo d’arancia in un bicchiere highball (tumbler alto) pieno di ghiaccio. Mescolare delicatamente, versare il galliano sulla superficie del cocktail. Guarnire con una fetta d’arancia e una ciliegia.

Long Island Iced Tea

  • 1,5 cl di Gin
  • 1,5 cl di Tequila
  • 1,5 cl di Vodka
  • 1,5 cl di Rum Bianco
  • 1,5 cl di Triple Sec
  • 3 cl di Gomme syrup
  • 2,5 cl di Succo di limone fresco
  • 1 tocco di cola

Versare tutti gli ingredienti in un tumbler alto pieno di ghiaccio e mescolare delicatamente. Guarnire con una spirale di buccia di limone, servire con cannuccia.

Moscow Mule

  • 4,5 cl di Vodka
  • 12 cl di Ginger Beer
  • 0,5 cl di Succo di lime fresco

Versare la Vodka e la Ginger Beer in un tumbler alto colmo di ghiaccio, versare il succo di lime fresco sulla superficie e decorare con una fetta di lime.

Negli ultimi anni va di moda servire il Moscow Mule in una tazza chiamata appunto tazza da Moscow Mule. Ti lascio un collegamento ad Amazon nel caso in cui fossi interessato anche solo a dare un’occhiata.

Tazza da Moscow Mule

Sea Breeze

  • 4 cl di Vodka
  • 12 cl di Cranberry juice
  • 3 cl di Succo di pompelmo

Versare gli ingredienti in un tumbler colmo di ghiaccio. Guarnire con uno spicchio di lime.

Sex on the Beach

  • 4 cl di Vodka
  • 2 cl di Peach Schnapps
  • 4 cl di Cranberry juice
  • 4 cl di Succo d’arancia

Versare tutti gli ingredienti in un tumbler alto precedentemente riempito di ghiaccio. Guarnire con una fetta d’arancia.

Dirty Martini

  • 6 cl di Vodka
  • 1 cl di Vermut dry
  • 1 cl di Salamoia di olive

Versare tutti gli ingredienti in un mixing glass colmo di ghiaccio, mescolare accuratamente. Filtrare in una coppa martini precedentemente raffreddata. Guarnire con olive verdi.

Espresso Martini

  • 5 cl di Vodka
  • 1 cl di Kahlua
  • Sciroppo di zucchero (a gusto del consumatore)
  • 1 caffè espresso corto

Versare tutti gli ingredienti in uno shaker colmo di ghiaccio, shakerare energicamente e filtrare in una coppetta da cocktail precedentemente raffreddata.

French Martini

  • 4,5 cl di Vodka
  • 1,5 cl di Liquore al lampone
  • 1,5 cl di Succo d’ananas fresco

Versare tutti gli ingredienti in uno shaker pieno per tre quarti di ghiaccio a cubetti e shakerare energicamente. Filtrare in una coppetta da cocktail precedentemente raffreddata. Spremere l’olio da una scorza di limone sul drink.

Kamikaze

  • 3 cl di Vodka
  • 3 cl di Triple Sec
  • 3 cl di Succo di lime fresco

Versare gli ingredienti in uno shaker colmo di ghiaccio, shakerare e filtrare in una coppetta da cocktail precedentemente raffreddata.

Lemon drop Martini

  • 2,5 cl di Vodka citron
  • 2 cl di Triple Sec
  • 1,5 cl di Succo di limone fresco

Shakerare tutti gli ingredienti in uno shaker colmo di ghiaccio. Filtrare in una coppetta da cocktail precedentemente raffreddata, con il bordo ricoperto di sale.

Russian Spring Punch

  • 2,5 cl di Vodka
  • 1,5 cl di Créme de Cassis
  • 1 cl di Sciroppo di zucchero
  • 2,5 cl di Succo di limone fresco

Shakerare tutti gli ingredienti con ghiaccio e versare tutto in un bicchiere Highball. Completare con del vino bianco frizzante e guarnire con una fetta di limone e una mora.

Vesper

  • 6 cl di Gin
  • 1,5 cl di Vodka
  • 0,75 cl di Little Blonde

Versare tutti gli ingredienti in uno shaker con ghiaccio, shakerare accuratamente e filtrare in una coppetta da cocktail precedentemente raffreddata. Guarnire con un twist di buccia di limone.

Queste erano le ricette dei cocktail internazionali IBA a base di vodka, spero che questo articolo ti sia stato utile. Se vuoi dire la tua o fare delle domande, sarò felice di leggerle nei commenti di questo articolo.
Se pensi che possa essere utile anche ad altre persone, potresti condividerlo sui social. A me farebbe davvero tanto piacere!

Grazie,
Francesco

Triple sec: storia e produzione

Probabilmente anche se non sei un esperto in materia, avrai già sentito il nome triple sec, un liquore incolore utilizzato tantissimo come base per diverse preparazioni. Infatti, questo liquore è uno dei preferiti dai barman perché si presta benissimo ad essere miscelato con le diverse bevande alcoliche. Tuttavia, il triple sec è largamente utilizzato ma ben poco conosciuto.
Pertanto, in questo articolo si parlerà della storia e a seguire di come viene prodotto triple sec.

La storia del triple sec

Prima di iniziare a spiegare la storia del triple sec, è fondamentale capire che cos’è e come è fatto questo liquore. Di colore bianco perché non viene sottoposto ad affinamento, è un liquore dal gusto intenso di arancia. Questo è perfetto se miscelato con altri liquori a cui viene aggiunto il ghiaccio. Tuttavia può anche essere bevuto liscio. Alcuni dei cocktail più noti e diffusi che presentano all’interno il triple sec sono il long island, il singapore sling, il white lady, cosmopolitan, angelo azzurro, oltre ovviamente a molti altri. Inoltre, è bene anche dire che il triple sec è perfetto utilizzato in cucina, soprattutto nella realizzazione dei dolci o di bagne da spennellare sul pan di spagna.
Ora che hai capito un po’ di più dove puoi trovare il triple sec e come puoi utilizzarlo, si può iniziare ad elencare la storia di questo liquore.
Di origini francesi, come si può ben comprendere dal nome che in italiano sta a significare triplo secco, ovvero tripla distillazione delle scorze essiccate al sole di tre tipi di agrumi. La prevalenza viene data alle arance, esclusivamente provenienti da Haiti che sono le più amare, per poi includere anche arance dolci e mandarini. Nasce all’incirca nel 1834 a Saumur, a 200 chilometri di distanza da Parigi, nel pieno della storica regione della Loira. La sua nascita la si fa risalire a Jean Baptiste Combier. Pasticciere di mestiere, è riuscito insieme alla moglie Josephine a creare qualcosa di straordinariamente nuovo proprio nel loro laboratorio. Essi hanno trovato un gusto mai provato fino ad allora con il giusto mix di spezie e di profumi. Nonostante ciò, bisogna sapere che Jean Baptiste Combier proveniva da una famiglia che produceva vini già da due generazioni e di conseguenza aveva deciso di stabilirsi proprio a Saumur a causa della particolarità del territorio, dotato di un terreno fertile e adatto alla crescita di frutta. Proprio così che dopo diversi anni di esperimenti, finalmente prese vita il triple sec. Inizialmente Jean Baptiste Combier iniziò a modificare le sue ricette dei dolci inserendo liquori e distillati fino a che arrivò alla sua ricetta migliore di sempre. Questa prevedeva le scorze di arancia dolcemente essiccate al sole per almeno ventiquattro ore. Una delle particolarità delle bucce d’arancia è che queste sono esclusivamente di Haiti, e dopo che sono pronte vengono messe nell’alcool. La ricetta originale di Combier venne premiata all’esposizione universale di Parigi del 1855, successivamente a quella di Londra nel 1862 e per finire a Philadelphia nel 1872. Il triple sec originale realizzato da Combier è impareggiabile, sebbene moltissimi negli anni abbiano cercato di imitare questo liquore preferendo profumazioni sintetiche e utilizzando scorciatoie volte ad avere un processo di produzione e distillazione più rapido. Tuttavia, il vero triple sec è quello realizzato nel rispetto della ricetta originale, ricco di gusto e sapore, perfetto per essere miscelato con altre bevande alcoliche in grado di esaltare il sapore delle scorze d’arancia. La gradazione alcolica di questo liquore è molto variabile perché si va dai 15 gradi fino ai 40 gradi circa. Un esempio di triple sec più potente è sicuramente il Cointreau che presenta una gradazione alcolica elevata e in cui è fortemente riconoscibile il gusto dolce e amaro dato. Da tenere sempre presente che la ricetta originale non è mai stata modificata e pertanto non presenta né aromi aggiunti e nemmeno coloranti ma solamente la distillazione delle scorze d’arancia.

Processo di produzione del triple sec

Come si è già ben compreso, la produzione inizia nel momento in cui si mettono ad essiccare le bucce di arancio amaro, arancio dolce e mandarino al sole insieme a del succo d’arancia, per poi essere spremute e immerse nell’alcool per un periodo di tempo di ventiquattro ore. Questo processo è importantissimo perché in questo modo vengono sprigionati gli oli essenziali presenti nelle bucce. Dopodiché, l’intero composto deve essere attentamente filtrato per poi passare alla successiva distillazione. Questo processo viene eseguito per ben tre volte ed è per questo motivo che si parla di triple sec. Il risultato è ovviamente uno spirito altamente concentrato di profumo d’arancia miscelato ad un liquore più neutrale con acqua e barbabietola da zucchero. La tripla distillazione deve essere fatta in alambicchi di rame. Questo fa anche riflettere sul fatto che il liquore ottenuto sia di alta qualità e il triple sec acquista maggiormente il sapore delle bucce di arance amare, piuttosto che quelle delle arance dolci. L’intero processo di distillazione e successivo imbottigliamento dura circa 17 giorni. Il recipiente di rame viene riscaldato con alcol puro al 96% di gradazione per tre giorni interi. A seguire, l’intero composto viene fatto raffreddare per una giornata; dopo aver aggiunto l’acqua, si procede alla distillazione per altri tre giorni. Dopodiché, si aggiunge al distillato acqua e zucchero. Il prodotto è pronto per essere continuamente filtrato fino ad ottenere un liquore dal colore pulito, limpido, trasparente e intensamente profumato di arancia. Per finire, l’ultimo passaggio della produzione è quello relativo al riempimento delle bottiglie, all’etichettatura e alla sigillatura finale per ottenere un triple sec pronto alla vendita. Pertanto, il triple sec è assolutamente incolore ma bisogna tenere in considerazione che alcuni marchi preferiscono aggiungere qualche goccia di essenza, spezia o vengono utilizzate gocce di rum, brandy o cognac al fine di dare al liquore un lieve colore ambrato, dorato.

Curiosità riguardanti il triple sec

Al giorno d’oggi il triple sec è diventato un termine di origine comune per evidenziare qualsiasi liquore che sia a base di arancia.
Di conseguenza, ci può essere una notevole confusione perché spesso si tende a considerare il marchio stesso come una varietà di liquore. Per questo motivo è bene sapere che in realtà il Cointreau e il Grand Marnier, sono due varietà di triple sec che tuttavia differiscono per alcuni dettagli e per il processo di produzione dalla ricetta originale del triple sec del 1834. Per tale motivo si deve nominare il blu curaçao che è una particolare variante di triple sec prodotto con le arance tipiche dell’omonima isola presente nelle Antille olandesi che prende il nome di laraha. Questo liquore è molto diffuso al giorno d’oggi ed è la base per numerosi cocktails quali il Miami Ice, il Kamasutra e il Blu Margarita.
Invece, uno dei triple sec più famosi al mondo e più forti in assoluto per quanto riguarda il grado alcolico è il Cointreau. La gradazione è pari al 40% e il processo di produzione in alambicchi di rame rosso è il medesimo del triple sec originale, con aggiunta però di fiori e spezie alle bucce di arancia essiccate.
Molto importante è il fatto di non confondere il triple sec con il Grand Marnier che è un liquore sempre aromatizzato all’arancia che però differisce notevolmente dalla ricetta originaria del triple sec. Il Grand marnier viene per l’appunto ricavato in maniera differente e anche se il gusto predominante è l’arancia, appare al palato più deciso e robusto. In aggiunta a ciò, il Grand Marnier è un liquore strutturato con la base di cognac e viene fatto maturare in botti di rovere per almeno dieci anni. Come si può comprendere quindi, sebbene il Grand Marnier sia la base di diversi cocktails e abbia un notevole retrogusto di agrumi, non è possibile paragonarlo al triple sec.
Per concludere si può dire che l’utilizzo del triple sec sia quello esclusivamente di essere miscelato insieme ad altre bevande alcoliche e ghiaccio al fine di creare cocktails dal retrogusto di arancia. Molto di rado si consuma il triple sec liscio. Questo aspetto invece non è vero per il Grand marnier e per il Cointreau che sebbene fungano anche da base per le preparazioni di cocktails, possono anche essere consumati lisci o con ghiaccio ma da soli, ideali per aperitivo e durante il momento del dopo cena.

Ecco quindi che si è giunti alla fine dell’articolo. Molto probabilmente non ti potevi aspettare una storia così ricca di particolari legati alla nascita e alla produzione del triple sec. Spesso mai enfatizzato e poco conosciuto, è in realtà un grande liquore che presenta il grandissimo pregio di sposarsi benissimo con il resto delle bevande alcoliche. Il suo gusto dolce-amaro e la bassa gradazione alcolica (si parte dai 15 gradi alcolici per arrivare ai 40 del Contreau) lo rendono uno dei liquori più prediletti dai barman. Proprio per tale motivo sono nati e continuano a nascere nel corso degli anni moltissimi cocktails che presentano all’interno della composizione il triple sec. I più famosi, alcuni dei quali si sono già elencati in precedenza, sono certamente il White Lady, il Frozen Margarita, il Long Island Ice Tea, il Cosmopolitan (spesso si utilizza il Cointreau), il Baja Gold, il Breakfast Martini e molti altri.
Nato nel lontano 1834 dall’ingenio di un pasticcere, che in realtà proveniva già da due generazioni di produttori di vino, e da sua moglie, il triple sec ha conosciuto moltissime varianti e sono state diverse le imitazioni che hanno cercato inutilmente di mettere in ombra il vero punto di forza di questo liquore. Al naso è forte il profumo di agrumi dal momento che si utilizzano solo le migliori bucce di arance provenienti da Haiti; mentre al palato il gusto è principalmente forte, deciso con un sentore dolce e amaro.
In definitiva il triple sec è un liquore utilizzato su vasta scala e per questo motivo esistono attualmente in commercio moltissime case produttrici e marchi che si occupano di produrre e diffondere il liquore al dettaglio e nella grande distribuzione.
Grazie a tutte queste nozioni, se sei un barman o semplicemente un’amante della preparazione dei cocktail fai da te, ora saprai scegliere il giusto triple sec e sarai in grado di utilizzarlo al meglio, tenendo in conto di diffidare da quelli che contengono aromi e profumazioni artificiali.

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Bruno Vanzan: intervista ad uno dei migliori barman del mondo!

Qualche giorno fa, ho avuto il grande piacere di incontrare Bruno Vanzan al termine di un evento al quale era ospite. Bruno ed il suo staff ci hanno regalato un grande spettacolo di Flair e degli ottimo cocktail. In quella stessa serata ho avuto modo di assaggiare IOVEM, prodotto nato da un progetto di Bruno, del quale mi sono fatto raccontare durante la nostra chiacchierata. Nella prima parte dell’intervista ci siamo focalizzati sul suo percorso professionale e formativo, quindi prima di tutto ti racconto questo percorso.

Com’è diventato un grande Bartender Bruno Vanzan?

La carriera da barman di Bruno Vanzan inizia all’età di 18 anni, in un bar caffetteria nella periferia di Roma. Il primo periodo è stato molto duro, infatti inizia a servire drink dopo quasi un anno. A seguito di questa esperienza e sotto consiglio del padre, decide di frequentare dei corsi di formazione che uniti alla tenacia, all’impegno ed al continuo allenamento lo portano a raggiungere un alto livello di professionalità.

Da li in avanti prosegue ad allenarsi nel Flair continuando ad accrescere le sue competenze da barman. Oltre alla formazione, si fa strada sul campo cambiando anche molto spesso cocktail bar, per accrescere ancora di più le sue competenze, lavorando insieme a barman diversi e con differenti metodi di lavoro.

Bruno partecipa alla sua prima competizione nel 2006. Nel 2008 arriva una grande soddisfazione, il titolo di Campione del Mondo Bacardi e Martini, seguita nel 2010 dall’ingresso nella TOP 10 Bartender Mondiale. La sua carriera continua sul campo, viaggiando attraverso 4 continenti, Europa, Africa, America e Asia.

Nel 2015 conferma nuovamente le sue abilità diventando vice campione del mondo del WFA (World Flair Association), ma come al solito il tenace Bruno non si ferma e nel 2016 al campionato del mondo IBA (International Bartenders Association) disputato in Giappone, vince il premio per il miglior cocktail. Con più di 150 gare, 78 vittorie internazionali e 112 trofei vinti, Bruno Vanzan è decisamente uno dei migliori e più importanti barman del mondo.

Ci tenevo a raccontare come Bruno Vanzan è diventato uno dei migliori barman del mondo prima di trascrivere il resto delle domande, oltre che per mettere in mostra il suo impegno e la sua bravura, per portare alla luce come il bartender non sia un mestiere da sottovalutare o da prendere alla leggera.
Fatta questa premessa, passiamo al resto delle domande.

IOVEM: raccontami di questo nuovo progetto

IOVEM nasce dall’idea di due anni fa, di creare un prodotto mio che le persone potessero bere e quindi trasformare tutto quello che di bello avevo fatto per gli altri in qualcosa di nostro quindi io ed il mio socio, Adriano Costigliola, abbiamo oltre che creato un prodotto comperato una distilleria liquorificio quindi lo produciamo completamente noi. Abbiamo voluto dare un prodotto di super qualità alle persone twistando l’ambrosia. IOVEM è come se fosse l’ambrosia moderna. L’ambrosia era il nettare degli dei, fatta da una base di miele e mosto con zenzero e limone. Tutti ingredienti che utilizziamo all’interno di IOVEM e che prepariamo noi freschi.

L’obbiettivo di IOVEM è essere un prodotto che faccia la differenza sul mercato fin da subito. Abbiamo registrato il brand in 126 paesi del mondo, quindi è un progetto molto grande. Siamo partiti con la distribuzione dall’Italia ed il progetto prevede l’espansione in Europa in 24 mesi per poi passare al mondo in 48 mesi.

Per seguire il progetto potete visitare il sito web iovem.it, seguire la Pagina Facebook IOVEM e la Pagina Instagram.

Il consiglio di Bruno Vanzan per chi vuole diventare un Bartender?

Il mio consiglio per i futuri bartender è quello di studiare, perché ad oggi questo mestiere ha bisogno di professionalità, quindi il primo messaggio è che non bisogna più improvvisarsi perché il mercato non richiede più quello. Oltre allo studio servono passione, dedizione e amore per quello che si fa che sono cose importantissime e ti spingono a fare un’ora in più di lavoro, un’ora in più d’allenamento indipendentemente da quanto si guadagna ma solo perché si ama quello che si fa.

Quali sono il tuo liquore preferito ed il tuo cocktail preferito?

Beh oramai la risposta è IOVEM, non potrei dirti il contrario in quanto nostra creatura.
Per quel che riguarda il mio drink preferito, paradossalmente non sono un grande amante dei drink e in molte situazioni preferisco gustare un buon bicchiere di vino.

Vorrei approfittare della conclusione di questo articolo per ringraziare Bruno della disponibilità alla fine di una serata di lavoro, oltre che per consigliare l’assaggio dei cocktail ricreati sulla base di IOVEM.
Se vuoi conoscere meglio Bruno Vanzan puoi visitare il suo sito brunovanzan.com e seguirlo su Facebook e Instagram.

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Grazie,
Francesco

Storia del Campari e come viene prodotto

Campari è un marchio conosciuto in tutto il mondo e come sappiamo bene, il suo prodotto di punta è il bitter Campari, utilizzato in moltissimi cocktail che elencheremo in seguito. Ma come è nato il Campari? Qual’è la storia del Bitter Campari e dell’azienda Campari? Come viene prodotto? Iniziamo subito dalla sua storia.

Storia del Campari

La Storia dell’azienda Campari inizia nel 1860, quando il signor Gaspare Campari acquista il “Caffè dell’amicizia” a Novara. In quegli stessi anni, Gaspare Campari mette a punto la ricetta del Bitter Campari, rimasta ancora oggi segreta ed invariata.

Dopo un paio d’anni in cui Gaspare cerca di fare affari tra Novara e Torino, riesce ad ottenere il permesso per aprire un bar a Milano. Il primo locale lo aprì nel 1862 sotto il “Coperto dei Figini” e si chiamava Caffè Campari. Il bar venne poi spostato in seguito nella Galleria Vittorio Emanuele II all’angolo con Piazza Duomo. Nel retro del locale Gaspare Campari produceva il Bitter Campari ed il cordiale.

A un certo punto Gaspare diede una svolta al suo locale ed alla fama del suo Bitter Campari, decidendo di servire questo liquore prima dei pasti anziché dopo come digestivo. La storia dell’aperitivo non è molto precisa, non si sa se fu lui ad inventarlo in quel momento o se nacque a Torino come altri dicono. In ogni caso Gaspare Campari divenne molto famoso insieme al suo liquore servito come aperitivo.

Nel 1882 il signor Campari venne a mancare e la moglie Letizia rimase a capo dell’azienda, fino a quando questa non passa nelle mani del figlio Davide Campari. Nel 1915 Davide apre il “Camparino” nel lato opposto della piazza rispetto al precedente Bar. Nel 1919 cede sia il Campari che il Camparino per concentrarsi sulla produzione del liquore Bitter Campari che nel frattempo era diventato molto conosciuto e richiesto.

Il primo stabilimento venne aperto a Sesto S.Giovanni e da li a poco iniziò a vendere il suo amatissimo liquore anche fuori dall’Italia. Il Campari bitter ed il Cordialino furono i due prodotti con la maggior penetrazione del mercato.

In seguito l’azienda crebbe moltissimo fino ad entrare in borsa nel 2001. Il Gruppo Campari nel 2012 acquista Lascelles de Mercado, azienda Jamaicana produttrice di rum, espandendosi ulteriormente. Nel 2014 il gruppo acquista anche l’azienda Fratelli Averna s.p.a. diventando proprietario anche del famosissimo amaro Averna. La più recente espansione del gruppo risale al 2016, anno nel quale è stato siglato un accordo con Societé des Produits Marnier Lapostolle, che ha portato al controllo del marchio Grand Marnier, altro grande liquore molto utilizzato nella preparazione di cocktail.

Bonus: The art of Campari. Ediz. a colori è un libro che raccoglie l’immagine dell’azienda Campari, all’interno si trovano tutti i manifesti pubblicitari dell’azienda che hanno contribuito al proprio successo. Campari infatti si è sempre appoggiata a grandi designer creando cartelloni pubblicitari bellissimi e sempre molti innovativi.

Come viene prodotto il Campari

La Ricetta del Campari si dice sia ancora oggi invariata rispetto all’originale. Non posso però confermare questa affermazione, in quanto la ricetta è ancora segreta, custodita gelosamente e conosciuta solo da pochissime persone. Sappiamo però quali ingredienti vengono utilizzati e conosciamo a grandi linee il processo produttivo. Vediamo come si fa il Bitter Campari.

La produzione del Bitter Campari parte da una base di erbe e piante aromatiche e frutta. Come prima cosa, vengono messe in infusione le piante, la frutta e le erbe in acqua alla temperatura di 100 gradi. Dopo di che viene aggiunto l’alcool e viene lasciato tutto a macerare per un certo periodo di tempo.

Finita la macerazione, i liquidi vengono separati dai solidi ottenendo un infuso aromatico che misura 69° alcolici. A questo infuso aromatico, vengono aggiunti: sciroppo di zucchero, alcool, acqua distillata e colorante, che gli dona questa perfetta colorazione Rosso Rubino.

Ora il Campari è pronto per essere imbottigliato e miscelato in tutto il mondo!

Cocktails a base di Campari

Ci sono moltissimi cocktails a base di Campari, alcuni di essi sono anche presenti nella lista dei cocktail IBA. Vediamo quali sono le ricette a base di Campari.

  • Americano
  • Negroni
  • Negroni Sbagliato
  • Campari Shakerato
  • Campari on the rocks
  • Campari Orange
  • Campari Mojito
  • Campari e Soda
  • Pirlo con Campari
  • Cinque a Zero
  • Campari milano o Spritz al Campari
  • Milano – Torino
  • Milano – Milano
  • Boulevardier
  • Old Pal

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Francesco

Shot o shottini: le ricette migliori

Il mondo dei cocktail è molto ampio, tra le sue tantissime sfumature troviamo anche gli shot o, come li chiamano in molti, gli shottini. Gli shot sono sempre stati molto amati anche nei film; infatti sono molto popolari le scene in cui viene mostrata una festa, o una serata in cui parte il giro di shot tra i protagonisti dei film, basta pensare al film: “Un notte da leoni”, dove iniziano la serata con degli shot di jagermeister.

Origine del nome shot e corretta pronuncia

La prima cosa che vorrei far presente a proposito di questa tipologia di drink è  il nome e la sua pronuncia. Gli shot, come tutti sanno, si bevono in un colpo solo ed è proprio da questa caratteristica che prendono il nome. In inglese “to shot” significa sparare ed è quindi immediata l’associazione legata alla velocità o all’immediatezza del gesto, un’azione veloce, uno sparo, un attimo ed è finito.

In italia viene usato spesso il termine shottino, che è l’italianizzazione della parola shot. Shot e shottino stanno ad indicare quei drink che vengono serviti in bicchieri inferiori o pari ai 90 ml e consumati in un colpo solo.

Ci sono altre 2 versioni di questo nome che sono molto usate in Italia : short e shortino. Questi termini sono completamente errati. Il motivo è molto semplice, gli short drink sono un’altra categoria di cocktail.

Molti degli shottini che conosciamo sono ripresi dalle ricette di alcuni short drink ma, gli shottini, non rientrano nella categoria degli short drink. Probabilmente molti li chiamano in questo modo per la somiglianza tra il termine short e l’aspetto dello shottino che si presenta “corto” rispetti agli altri drink.

Bene, fatta questa piccola precisazione sul nome e sulle origini direi di passare subito alla lista degli shot più amati ed alle loro ricette!

I migliori shot e le loro ricette

Ecco la lista dei migliori shot con le rispettive ricette. Alcuni di questi shottini hanno dei nomi molto particolari, altri invece hanno nomi “a luci rosse”.
Molte ricette devono la loro popolarità proprio a questi nomi equivoci.

Eccoli in ordine alfabetico:

Alabama Slammer

15 ml si sloe gin 
30 ml di liquore di amaretto
30 ml di southern comfort alla pesca
1 dash di succo di limone

B-52

30 ml Kahlua
30 ml di Baileys
30 ml di grand marnier o contreau
Servito a strati ed incendiato

Baby Guinnes

2/3 di patron xo cafe
1/3 di bailys
Servito a strati con il bailys in superficie

Black Russian

45 ml di Vodka

30 ml di Kahlua

Blow Job

30 ml di Kahlua
30 ml di Bailys
Panna montata in cima, si beve senza usare le mani

Blue Kamikaze

30 ml di Vodka
30 ml di Blue curacao
30 ml di succo di limone

Butternut

1/2 Frangelico
1/2 Butterscotch

Buttery nipple

60 ml Dekuyper Buttershots
30 ml di Irish cream
Servire con irish cream in sospensione

Cappuccinotini

30 ml di Vodka double espresso
30 ml di Vodka alla vaniglia
30 ml di liquore al cioccolato

Cherry cordial

2/3 di liquore al cioccolato
1/3 di rum scuro alla ciliegia

Chocolate cake

60 ml di vodka alla vaniglia
15 ml di liquore al cioccolato
15 ml di Frangelico

Cranberry cookie

2/3 di succo di mirtillo
1/3 di liquore all’amaretto

Flamin’ beaver

1/2 di whiskey
1/2 di sidro

Four Horseman

15 ml di whisky
15 ml di bourbon
15 ml di scotch whisky
15 ml di tequila

Irish Flag

30 ml di crema di menta
30 ml irish cream
30 ml di liquore all’arancia (contreau)
Servire in strati, partendo con la crema di menta in basso

Kamikaze

60 ml di vodka
15 ml di liquore all’arancia (contreau)
1 dash di succo di limone

Melon ball

7,5 ml di liquore al melone (midori)
7,5 ml di succo di ananas
15 ml di vodka

Nutty irishman

1/2 di Frangelico
1/2 di irish cream

Oatmeal cookie

15 ml di Baileys
15 ml di liquore al caramello
15 ml di goldschlager

Oil spill

1/4 di Jagermeister
3/4 di Goldschlager
Servire in strati con lo jagermeister in suoerficie

Orgasm

30 ml di Baileys
30 ml di liquore all’amaretto
30 ml di liquore al caffè

Peach tart

60 ml di grappa di pera
15 ml di succo di limone

Peanut butter e Jelly

30 ml di frangelico
30 ml di liquore di lampone
15 ml di liquore di caramello

Pineapple Upside-down cake

30 ml di vodka alla vaniglia
30 ml di succo di ananas
7,5 ml di granatina

Red-headed slut

30 ml di succo di mirtilli
15 ml di liquore alla pesca
22 ml di jagermeister

Russian quaalude

30 ml di Galliano
30 ml di Green chartreuse
30 ml di Vodka

Shamrocked

60 ml di liquore al melone (midori)
15 ml di whisky irlandese
15 ml di Irish cream

Snake Bite

60 ml di whisky
15 ml di sciroppo di rose

Washington apple

30 ml di whisky canadese
30 ml di grappa alla mela verde
30 ml di succo di mirtillo

Woo woo

15 ml di liquore alla pesca
15 ml di vodka
30 ml di succo di lampone

Queste erano le ricette di shot drink più apprezzate nel mondo, la lista in realtà sarebbe infinita, per di più gli shot lasciano molto spazio alla fantasia e sicuramente alcuni bravi barman ne hanno messi a punto di squisiti. 

Se conosci altri ottimi shot, sarò felice di leggerli nei commenti di questo articolo così da arricchire la lista con gli shottini che avete assaggiato in giro! 

Se ti è piaciuto l’articolo puoi condividerlo con i tuoi amici consigliando un ottimo shot ed aiutando cocktailitalia.it a farsi conoscere. 

Grazie
Francesco